Del Lago di Garda non mi stanco mai, torno e ritorno in continuazione e ogni volta è come fosse la prima volta; lo amo a tal punto da averlo personificato facendolo diventare "Il" Lago, come se ogni ulteriore specifica fosse superflua; il mio è un amore giovanile, i suoi inconfondibili paesaggi fatti di acqua, terra, ulivi e gabbiani mi fanno battere il cuore, quando li guardo sento le farfalle nella pancia.
Del lago amo sopratutto la quiete, quella che regna nei paesetti la mattina presto d'estate, quando i turisti sono ancora a dormire e per le strade si incontrano solo i bottegai e qualche anziano che "prende i freschi", come si dice da queste parti, o durante le giornate d'inverno quando la nebbia cala come un manto sull'acqua inghiottendo l'orizzonte.
Pace dell'anima, una calma zen che mi entra e mi avvolge come una coperta calda e è capace di farmi stare seduta su una panchina ad osservare l'incresparsi dell'acqua ad ogni alito di vento, senza fare ne pensare nulla.
Il bello del lago è che quando penso di averne ormai visto ogni angolo mi sorprende sempre con qualche nuovo gioiello che scopro per caso. E' così che per caso un giorno, mentre percorrevo la strada lungolago che scende da Limone, sulla sponda bresciana, ho letto il cartello "
Tremosine" e mi sono ricordata che tempo prima, sempre per caso, avevo letto che in questo minuscolo paesetto c'era una bella terrazza panoramica. Mai paga di viste sul lago, dopo quella naturale del
Monte Baldo, ho pensato che non era occasione da farsi scappare.